Internazionale e pacePresa di posizione

Dichiarazione del Parti communiste populaire sul principio di una sola Cina e contro il separatismo e le ingerenze esterne

Il Parti communiste populaire ribadisce il proprio sostegno al principio di una sola Cina e alla sovranità e integrità territoriale della Repubblica Popolare Cinese. Si oppone all’«indipendenza di Taiwan», ai tentativi di costituire «due Cine» o «una Cina e una Taiwan» e alle ingerenze esterne che incoraggiano la separazione e aggravano le tensioni nello Stretto. Il PCP sostiene la riunificazione pacifica della Cina e chiede alla Svizzera di condurre la propria politica di una sola Cina con coerenza e chiarezza.

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Questa posizione deriva dal nostro impegno per la sovranità dei popoli, la pace e il progresso sociale. La questione di Taiwan riguarda il futuro della Cina e la sicurezza della sua popolazione. Non deve diventare uno strumento di pressione fra potenze né il pretesto per uno scontro le cui prime vittime sarebbero le popolazioni delle due sponde dello Stretto.

Il significato del principio di una sola Cina

Per il PCP esiste una sola Cina, Taiwan fa parte del suo territorio e il governo della Repubblica Popolare Cinese è l’unico governo legittimo che rappresenta l’intera Cina. Sosteniamo questa posizione politica indipendentemente dai mutamenti nei rapporti di forza. Il riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale deve trovare continuità negli atti, anche quando singole iniziative rischiano di contraddire un impegno espressamente dichiarato.

La Repubblica Popolare Cinese espone la propria posizione su Taiwan e sulla riunificazione nel libro bianco dell’agosto 2022. Il PCP sostiene la ricerca di una riunificazione pacifica e la responsabilità storica assunta in questo ambito dal Partito Comunista Cinese. Il nostro sostegno alla Cina si inserisce in una valutazione positiva del suo percorso di sviluppo e del ruolo del PCC nell’affermazione dell’indipendenza nazionale.

L’opposizione al separatismo comporta responsabilità politica. Una decisione con conseguenze durature per la pace non può essere trattata come un gesto di comunicazione privo di effetti. Le autorità e i responsabili politici che intervengono su questa questione devono rispondere delle conseguenze prevedibili dei propri atti sulla sicurezza, sulle relazioni fra le popolazioni e sulle possibilità di una soluzione pacifica.

Sovranità e rifiuto dell’ingerenza

Il PCP respinge l’utilizzo di Taiwan come strumento di contenimento della Cina. Si oppone alle iniziative esterne dirette a sostenere una separazione politica, a consolidare uno scontro permanente o a ostacolare la prospettiva di una riunificazione pacifica. Questa posizione riguarda lo scopo e le conseguenze degli atti, qualunque sia la potenza che li promuove.

La Carta delle Nazioni Unite pone l’uguaglianza sovrana e la soluzione pacifica delle controversie alla base delle relazioni internazionali. Il PCP ne difende l’applicazione costante. La loro autorità sarebbe indebolita se il rispetto della sovranità di un Paese dipendesse dall’approvazione del suo sistema politico da parte di altri governi.

Le differenze fra sistemi sociali e politici non conferiscono ad alcuno Stato il diritto di disporre del futuro di un altro Paese. Devono essere affrontate attraverso il dibattito e le relazioni diplomatiche. Il PCP ritiene che trasformare una differenza politica in una giustificazione dello scontro strategico comprometta le condizioni nelle quali i popoli possono determinare il proprio sviluppo.

Prevenire l’escalation nello Stretto

La pace richiede decisioni che riducano i rischi. Il PCP si oppone all’escalation militare, alle provocazioni e agli atti che rendono più probabile uno scontro. Le dimostrazioni di forza e i segnali politici devono essere valutati per le loro conseguenze sulla stabilità, anziché per l’attenzione che procurano ai loro autori.

Una politica di prevenzione deve preservare i canali di comunicazione ed evitare situazioni nelle quali un errore di valutazione diventi irreversibile. Occorre respingere la rappresentazione della guerra come esito ordinario o inevitabile. La protezione della popolazione, la continuità della vita civile e le condizioni per una soluzione pacifica devono guidare l’azione politica.

Il PCP sostiene le iniziative che favoriscono la comprensione fra le due sponde e creano condizioni durature per una riunificazione pacifica. Respinge le politiche che traggono vantaggio dal prolungamento della divisione o dal consolidamento di un’ostilità permanente.

Riunificazione pacifica e interessi della popolazione

Il nostro sostegno alla riunificazione pacifica comprende una responsabilità sociale. Le famiglie, i lavoratori e i giovani devono poter progettare il proprio futuro senza che la minaccia di un conflitto determini la vita quotidiana. La stabilità riguarda la sicurezza delle persone, le relazioni familiari, l’accesso ai servizi essenziali e la possibilità di lavorare e studiare.

Una prospettiva politica duratura deve prendere sul serio queste realtà. I contatti fra le popolazioni, la conoscenza reciproca e il confronto sulle condizioni di un futuro comune possono contribuire alla fiducia. Il PCP ne sostiene lo sviluppo nel quadro del principio di una sola Cina.

Il rispetto delle persone rimane una responsabilità costante. L’opposizione all’«indipendenza di Taiwan» riguarda un progetto politico di separazione. Non può giustificare ostilità nei confronti degli abitanti di Taiwan o delle persone di origine cinese in Svizzera. I dissensi si esprimono attraverso l’argomentazione e l’attività politica pacifica, nel rispetto della dignità di ciascuno.

La responsabilità della Svizzera

La Svizzera segue una politica di una sola Cina e non riconosce Taiwan come Stato indipendente, come precisa il Dipartimento federale degli affari esteri. Il PCP chiede che questo orientamento sia espresso chiaramente e rispettato nella conduzione degli affari pubblici. Le relazioni ufficiali non devono essere utilizzate per alimentare ambiguità sul riconoscimento diplomatico.

Questa esigenza richiede discernimento. Il DFAE distingue le relazioni diplomatiche dagli scambi tecnici. Il PCP chiede di precisare l’oggetto e lo statuto dei contatti, consentendo gli scambi civili senza trasformarli in strumenti di riconoscimento statale o di sostegno al separatismo.

La Svizzera deve conservare la propria autonomia di giudizio e rifiutare di essere trascinata in una strategia di scontro con la Cina. Il PCP difende una politica estera che prenda sul serio l’indipendenza degli Stati, gli effetti delle decisioni sulle popolazioni e la ricerca di soluzioni pacifiche. La coerenza si misura anche quando aumentano le pressioni.

Gli impegni del PCP

Il Parti communiste populaire difenderà nelle proprie prese di posizione pubbliche i seguenti orientamenti:

  1. Sostenere il principio di una sola Cina e opporsi ai progetti di «indipendenza di Taiwan», di «due Cine» o di «una Cina e una Taiwan».
  2. Sostenere la sovranità e l’integrità territoriale della Cina e la prospettiva della sua riunificazione pacifica.
  3. Opporsi alle ingerenze esterne e all’utilizzo di Taiwan come strumento di scontro con la Repubblica Popolare Cinese.
  4. Chiedere alle autorità svizzere una conduzione coerente della politica di una sola Cina, con mandati e statuti chiaramente definiti per i contatti ufficiali.
  5. Difendere la prevenzione dell’escalation, le relazioni pacifiche fra le popolazioni e il rispetto di tutte le persone interessate.

Il PCP intende sostenere questa posizione con fermezza e responsabilità. Il rispetto della sovranità cinese, il rifiuto del separatismo e la ricerca della pace sono per il Partito elementi di una medesima responsabilità internazionale.

Documenti e fonti

I documenti citati permettono di risalire ai fatti e alle disposizioni esaminati. Le valutazioni politiche e le proposte espresse in questo articolo appartengono al PCP.