Un pacchetto respinto, non una tassa entrata in vigore
Il voto riguardava la legge federale del 25 settembre 2020 sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Il rifiuto mantenne il diritto precedente e non introdusse i nuovi strumenti proposti. La tassa sui biglietti aerei apparteneva al progetto respinto: non va descritta come un onere effettivamente creato dalla votazione del giugno 2021.
La revisione combinava leve diverse. Alcune avrebbero reso più costose le attività inquinanti, altre restituito entrate alla popolazione o finanziato trasformazioni. Riunirle sotto la parola «tassa» nasconde domande essenziali: chi paga, chi riceve e chi può cambiare la propria situazione? Distinguerle non elimina la necessità di valutarne l’effetto complessivo sulle finanze pubbliche e sulle diverse famiglie.
Il risultato, da solo, non attribuisce un unico motivo a tutti i voti contrari. Critiche ai costi, all’efficacia e alla struttura del pacchetto sono obiezioni differenti. La lezione utile non consiste nell’immaginare un elettore medio ostile a qualsiasi politica climatica, ma nell’esaminare gli strumenti.
Che cosa produce una ridistribuzione uniforme
Tassa d’incentivazione e ridistribuzione possono funzionare insieme. Se il prelievo dipende dal consumo mentre il rimborso non dipende dal consumo individuale, resta un incentivo a ridurre le emissioni. Il sistema non equivale semplicemente a riprendere con una mano ciò che si distribuisce con l’altra.
L’effetto distributivo dipende comunque da usi e risorse. La stessa somma per persona può pesare di più su un reddito modesto. Ma variano anche le spese per riscaldamento e trasporti. Composizione familiare, qualità dell’edificio e distanze imposte dall’impiego cambiano il risultato. Una media descrive un’ipotesi, non dimostra che ogni famiglia sia protetta.
I calcoli della campagna per una famiglia tipo erano dunque scenari condizionati. Traducevano determinate scelte abitative e di consumo in un risultato, senza misurare effetti osservati di una legge applicata. Un dibattito rigoroso espone le ipotesi e confronta situazioni diverse.
Chi paga non sempre decide
Il prezzo del carbonio mira a modificare una scelta. Servono però una soluzione disponibile e il potere di adottarla. Un inquilino può sostenere il riscaldamento senza decidere la sostituzione dell’impianto. Chi lavora molto presto o tardi può non avere collegamenti pubblici adeguati. Una famiglia può conoscere il risparmio futuro di un’attrezzatura senza poter finanziare la spesa iniziale.
Sono ostacoli differenti. La ridistribuzione agisce sulle risorse, l’investimento crea alternative e le regole decisionali stabiliscono chi può avviare la trasformazione. Affrontare un solo ostacolo può lasciare intatti gli altri. Ribadire l’efficacia del segnale di prezzo non crea un collegamento di trasporto né potere decisionale per l’inquilino.
Ciò non rende inutile qualsiasi prezzo ambientale. Quando esistono opzioni diverse, può orientare decisioni e investimenti. La valutazione deve però distinguere riduzioni rese possibili e spese semplicemente subite. L’obiettivo climatico non si misura nelle entrate statali, ma in una diminuzione duratura delle emissioni.
Gli investimenti cambiano l’ordine temporale
Sostituire un riscaldamento, rinnovare un edificio o migliorare un collegamento richiede tempo, competenze e coordinamento. Il prelievo può arrivare prima dell’alternativa che dovrebbe incoraggiare. Occorre quindi chiedere quali mezzi debbano essere disponibili prima o contemporaneamente all’aumento degli oneri.
Il progetto del 2021 prevedeva anche un Fondo per il clima destinato agli investimenti. Questa componente va riconosciuta, senza supporre che ogni sussidio avrebbe risolto automaticamente tutti i problemi d’accesso. Luogo, condizioni, ripartizione tra proprietari e inquilini e capacità di realizzare i lavori avrebbero determinato l’effetto concreto.
Finanziare le trasformazioni e proteggere il bilancio corrente richiede una progettazione comune. Altrimenti una famiglia può ricevere sostegno su un piano e rimanere bloccata sull’altro. Va inoltre evitato che un miglioramento finanziato collettivamente produca una pigione più alta capace di assorbire il risparmio energetico previsto.